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La Cittadella della Giustizia

Un progetto sperimentale per promuovere giustizia riparativa, ascolto e dialogo nel territorio veronese.

Incontro di gruppo in cerchio basato su ascolto e dialogo in un contesto di giustizia riparativa

Cos’è La Cittadella della Giustizia

La Cittadella della Giustizia è un progetto sperimentale che promuove una visione delle relazioni ispirata alla giustizia riparativa. L’obiettivo è diffondere una cultura del dialogo, dell’ascolto e della responsabilità, capace di accogliere i bisogni che emergono come conseguenza di ingiustizie, illeciti e conflitti presenti nel territorio.

Il progetto agisce nei contesti di vita quotidiana, dove può diventare possibile affrontare i conflitti in modo costruttivo attraverso il confronto, l’ascolto reciproco e il coinvolgimento della comunità.

 

Obiettivi del progetto

La Cittadella della Giustizia propone un modello sperimentale per l’attuazione di percorsi di giustizia riparativa che riconoscano l’importanza della comunità locale come soggetto attivo e partecipe. L’idea di fondo è che un conflitto, anche quando nasce da un reato, non riguardi solo chi lo ha commesso o chi lo ha subito, ma coinvolga anche il contesto sociale in cui si inserisce.

La finalità del progetto è costruire un dispositivo comunitario capace di farsi carico della rottura del patto sociale e di intervenire non solo sul reo e sulla vittima, ma anche sulle relazioni e sul territorio, con particolare attenzione alla dimensione emotiva e relazionale.

In questo senso, costruire comunità riparative significa lavorare affinché il tema della giustizia, della pena e della riparazione diventi una responsabilità condivisa, in cui tutti gli attori del territorio possano sentirsi parte della soluzione.

 

Un approccio comunitario e relazionale

Questa iniziativa intende sperimentare un approccio fondato sull’idea di comunità riparativa e relazionale, in cui i conflitti — compresi quelli originati da un reato o espressi attraverso un reato — possano essere affrontati e gestiti in modo costruttivo, con il sostegno di figure esperte e con la partecipazione diretta delle risorse presenti sul territorio.

L’obiettivo generale è promuovere un approccio in cui le persone coinvolte possano sentirsi supportate e responsabilizzate in un percorso capace di affrontare le conseguenze di ciò che è accaduto, attraverso una pluralità di pratiche riparative.

 

I bisogni a cui risponde la giustizia riparativa

La giustizia riparativa pone attenzione ai bisogni di tutte le parti coinvolte dalle conseguenze di un fatto che ha prodotto danni nelle persone e nelle relazioni.

I bisogni delle vittime

Le vittime possono avere bisogno di informazioni su quanto accaduto, non solo dal punto di vista giudiziario, ma anche umano e relazionale. Spesso alcune risposte possono essere date solo da chi ha commesso il fatto. Esiste inoltre il bisogno di poter raccontare le conseguenze subite e di vedere riconosciuta la propria esperienza.

I bisogni di chi ha commesso il reato

Chi ha commesso il reato può avere bisogno di essere accompagnato in un percorso di responsabilizzazione rispetto alle conseguenze delle proprie azioni. Il sistema giudiziario tradizionale e l’impianto accusatorio tendono spesso a favorire la difesa di sé e l’autogiustificazione, mentre la giustizia riparativa apre uno spazio diverso, in cui è possibile riconoscere il danno arrecato e confrontarsi con esso.

I bisogni della comunità

Anche la comunità ha bisogni specifici: tutelare le proprie componenti, ricostruire fiducia nei legami sociali e trovare modalità condivise per affrontare le fratture prodotte da conflitti, illeciti o reati.

La giustizia riparativa mette quindi in evidenza come il reato e le sue conseguenze non siano soltanto un problema giudiziario che riguarda chi ha commesso il fatto, né una questione che la vittima debba affrontare da sola. Si tratta invece di una realtà che coinvolge l’intero contesto sociale e che può essere affrontata in modo più efficace attraverso ascolto, responsabilità e partecipazione.

 

Il partenariato del progetto

Progetto finanziato da Fondazione Cariverona

Capofila: Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS

Partner operativi

  • Caritas Diocesana di Verona – Il Samaritano: partner operativo per la gestione e la realizzazione di attività di sensibilizzazione, formazione, percorsi di giustizia riparativa e supporto alle vittime di reato
  • Centro Servizi di Volontariato di Verona: partner operativo per la gestione e la realizzazione di attività di sensibilizzazione e formazione
  • Associazione La Fraternità: partner operativo per la gestione e la realizzazione di attività di sensibilizzazione e formazione
  • Associazione Scaligera Assistenza Vittime: partner operativo per la gestione e la realizzazione di attività di sensibilizzazione e formazione

Partner sostenitori

  • Comune di Verona
  • Ordine delle Assistenti Sociali del Veneto
  • Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Verona
  • Ufficio Servizi Sociali per i Minorenni di Venezia
  • Camera Penale di Verona
  • Università degli Studi di Verona
  • Progettomondo – MLAL